
LETTERA DI GIOVANNI GARIS
PINEROLO – Gentile Direttore,
mi permetta di intervenire sulla lettera scritta da Angela D’Alessandro sull’inspiegabile omaggio a Guccini che il vescovo di Pinerolo ha messo in atto lo scorso 17 agosto nel giardino del Vescovado.
Mi sembra che emerga dal linguaggio e dai termini usati una visione di Chiesa non più attuale e arroccata su se stessa, in continua difesa di valori che questo mondo non riconosce più.
E’ un’immagine di Chiesa detentrice della verità, Chiesa che dovrebbe difendere i veri valori dalle insidie del “seculum”, di un mondo immerso nel male e nell’errore.
Ma questo concetto di Chiesa ha visto la sua fine sessantanni fa con il Concilio Vaticano II. Alla base delle Costituzioni che illustrano la rivelazione divina (Dei Verbum), la chiesa come Popolo di Dio e Corpo di Cristo (Lumen Gentium), la liturgia a lei connessa (Sacrosanctum Concilium) e la pastorale della Chiesa nel mondo (Gaudium et spes) vi è un principio antropologico chiaro e diffuso in tutti i documenti conciliari: non si può più ragionare pensando di passare dai principi alla realtà delle cose (e quindi enunciare la dottrina e poi passare alla sua applicazione nelle situazioni storiche), bensì occorre partire dall’esperienza concreta dell’umanità per illuminarla con il messaggio del Vangelo.
Il Concilio Vaticano II prospetta una vera e propria rivoluzione copernicana: pensare la Chiesa nel mondo e non sopra il mondo, pensare non solo più che cosa la Chiesa deve insegnare al mondo, ma anche mettersi in ascolto di esso.
In questo modo la storia diventa il luogo in cui la fede prende corpo e comprende meglio se stessa. E’ il mondo, con tutte le sue difficoltà e contraddizioni, il luogo in cui vivere la fede, in continuo confronto con chi è in ricerca di maggiore luce e di maggiore verità, percorrendo tratti di strada insieme.
E’ questa la visione di Chiesa che il vescovo di Pinerolo propone in ogni occasione, dalle liturgie vive, profonde, legate al vivere quotidiano, agli incontri con personaggi anche non di area credente o comunque non dichiaratamente cattolica, con il suo essere presente nella vita del territorio e delle sue problematiche, con il legare fede e arte.
In questo modo ha saputo aprire una breccia, un dialogo alla pari anche con chi non ha le sue idee, ma si confronta in modo aperto e corretto, ponendosi sullo stesso paino e senza alcuna presunzione di avere la verità in tasca. E’ la chiesa che Leone XIV, nel solco del suo predecessore Francesco, sta guidando con il suo carisma e il suo continuo appello alla pace e al rispetto dei diritti dell’umanità.
Giovanni Garis
Ordine Francescano Secolare
Fraternità di Pinerolo




















