
PINEROLO – Con l’apertura della stagione venatoria, si sono intensificati i controlli del Nucleo Carabinieri Forestale di Pinerolo, impegnato in una vasta operazione di tutela della fauna tra le aree montane e di pianura. Le pattuglie, durante i servizi di appostamento e monitoraggio del territorio, hanno portato alla luce una serie di gravi illeciti, dall’abbattimento illegale di ungulati all’uso di trappole e veleni. Caccia illegale Nei comuni di Pramollo e San Secondo di Pinerolo, i militari hanno sorpreso due persone che avevano abbattuto un capriolo senza averne l’autorizzazione. I due avevano cercato di nascondere la carcassa per eludere i controlli, ma sono stati scoperti e sanzionati in base alla Legge nazionale 157/1992 e alla Legge Regionale 5/2018. Le contestazioni includono la mancata annotazione e fascettatura del capo abbattuto, oltre all’ostacolo alle verifiche degli agenti. Le sanzioni amministrative comminate ammontano a 3.544€. Trappole abusive e l’allarme esche avvelenate I controlli si sono estesi anche tra Frossasco e Pancalieri, dove è stato individuato e sequestrato materiale illegale per la cattura della fauna, tra cui diverse gabbie non autorizzate. L’episodio più grave è emerso proprio nelle campagne di Pancalieri: un agricoltore locale è stato sorpreso a distribuire esche e bocconi avvelenati nei pressi di tane abitate verosimilmente da volpi o tassi. I Carabinieri hanno posto sotto sequestro penale l’intero kit utilizzato per preparare e adulterare le esche. L’uomo è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Torino. Le accuse sono pesanti: tentata uccisione di animali, getto pericoloso di cose e inosservanza dell’Ordinanza Ministeriale sul divieto di utilizzo di esche avvelenate (artt. 56, 544-bis, 650 e 674 del Codice Penale). Un pericolo per l’incolumità pubblica Come ricordato dal Ministero della Salute, l’uso di bocconi avvelenati non è solo uno strumento doloso per eliminare animali vaganti o selvatici, ma rappresenta una grave minaccia per l’incolumità pubblica. La disseminazione incontrollata di sostanze tossiche costituisce infatti un rischio altissimo per l’ambiente, per gli animali domestici e, soprattutto, per i bambini.
Le operazioni di vigilanza dei Carabinieri Forestali proseguiranno nelle prossime settimane, avvalendosi anche delle preziose segnalazioni dei cittadini oltre che delle bonifiche poste in essere dalle proprie unità cinofile anti-veleno. Si ricorda che si versa nella fase di indagini preliminari e che gli indagati, da ritenere innocenti sino a condanna definitiva, potranno portare elementi a sostegno della loro estraneità negli stadi successivi del procedimento.




















