
TORRE PELLICE – Dopo settimane di riflessione da parte di ciascuna organizzazione e istituzione coinvolta, a partire dalla vicenda Hanon System di Campiglione Fenile, lunedì 3 agosto si sono incontrati, presso la sede dell’Unione Montana a Torre Pellice, i rappresentanti delle Unioni Montane del Pinerolese e delle Valli Chisone e Germanasca insieme alle organizzazioni sindacali CGIL – CISL – UIL. Partendo dalle dichiarazioni del Vescovo di Pinerolo, Mons. Derio Olivero, apparse sugli organi di stampa, si è riavviato un confronto tra le Unioni Montane e le parti sindacali, che si sono ritrovate nella lettura del territorio e dell’azienda proposta dal Vescovo, il quale è stato invitato a partecipare al confronto.
La questione Hanon System è stata illustrata dai delegati sindacali dei metalmeccanici, alla luce degli incontri che, nelle scorse settimane, hanno visto i vertici aziendali e le organizzazioni sindacali confrontarsi con la Regione Piemonte. Sulla base dei dati economici non smentiti, dell’andamento di mercato e della crisi dell’automotive in corso, i sindacat confermano l’impegno a mantenere il monitoraggio della situazione accanto ai lavoratori e chiedono all’assessorato regionale alle Attività Produttive di allargare il confronto, per inserire questa vicenda specifica all’interno dei piani industriali e di uno sguardo complessivo sul territorio. I rappresentant sindacali e delle Unioni Montane ricordano che il problema della manifattura è un problema di comunità, e che il dialogo territoriale chiama i suoi attori pubblici e privati, del mondo del lavoro e del terzo settore, a una dimostrazione di coesione per la tutela delle nostre comunità e del sistema economico e sociale da scelte prese altrove, come ricordato dal Vescovo.
Monsignor Derio ha sottolineato questo aspetto, indicando come il lavorare insieme, a partire dalle aree interne, serva a far emergere le eccellenze e un’immagine attrattiva del Pinerolese attraverso una consuetudine al confronto: senza percorrere la strada di un’ulteriore sovrastrutturazione burocratica, occorre allargare il tavolo del dialogo all’area pedemontana, alla città e alla pianura. È quanto propone l’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro, sulla base dell’indicazione dell’ultima lettera pastorale sul non abbandono di nessun territorio, con il progetto-tavolo delle “Terre Pinerolesi”: un percorso radicato in una storia comune e in un futuro da costruire insieme, da riunire in autunno anche alla luce del sesto rapporto “Ripartiamo insieme”.
Il focus iniziale, viste le difficoltà e il cambiamento d’epoca in atto, sarà il lavoro, chiave della questione sociale, insieme all’impresa, ai giovani da non perdere e alle prospettive per innescare un dialogo che non occupa spazi ma avvia processi, per far crescere giustizia e fraternità, perché politica ed economia non diventino autoreferenziali. Sindacat e Unioni Montane indicano inoltre due ulteriori questoni da approfondire con attenzione e azione: il problema dell’energia, dalla produzione al costo, che impatta direttamente sulle imprese; e l’urgenza, ormai evidente, di allargare fino alle valli i confini dell’area di crisi industriale complessa che, fermandosi a ridosso di Torino, ha determinato una disparità di opportunità tra territori, da correggere con l’inserimento dei comuni tramite un nuovo decreto ministeriale.



















