5G, A FROSSASCO SI PARLA DEI RISCHI DELL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

dall’ASSOCIAZIONE ETHIKA

FROSSASCO – L’Associazione Ethika con la collaborazione del comitato Ambiente e Salute di Frossasco ha organizzato una conferenza sul tema dell’inquinamento elettromagnetico e la nuova tecnologia 5G avente lo scopo di informare i cittadini sui rischi e le modalità di precauzione da adottare.

L’Associazione Ethika e il comitato Ambiente e Salute di Frossasco sono attivi sulle tematiche connesse alla salvaguardia dell’ambiente e della salute. In particolare il comitato Ambiente e Salute di Frossasco pone
particolare attenzione alle conseguenze del rogo Kastamonu, monitorandone l’impatto attraverso analisi svolte su acque e residui dell’incendio. Nella serata saranno esposti i risultati delle ultime analisi sui residui e annunciati i prossimi passi per la vigilanza sulla annunciata ripresa dell’attività. Aderiscono e sostengono alla iniziativa Legambiente Pinerolo, l’Alleanza Italiana Stop 5G, Stop 5G Italia.
A tenere la conferenza sarà la Dottoressa Vornoli dell’Istituto Ramazzini di Bentivoglio BO, uno degli istituti più accreditati e indipendenti sulla ricerca sul cancro.

In merito alla tecnologia 5G la Dottoressa Belpoggi dell’Istituto è stato convocata dalla Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera per riferire dei suoi studi sugli effetti delle onde elettromagnetiche
lo scorso anno. Scrive l’Istituto “Se i piani di settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno, nessuna persona, nessun animale e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, a livelli di radiazione a radiofrequenza (RFR) maggiori di quelli esistenti oggi. Saremo sempre più esposti, involontariamente. Con il 5G affrontiamo il problema delle radiazioni a frequenze ancora poco studiate (onde millimetriche), verosimilmente sospette di creare gli stessi problemi delle frequenze oggi utilizzate.

Questa situazione, che riguarderà tutto il globo, richiama la responsabilità dei governi che agevolano la messa in atto di questa nuova generazione delle telecomunicazioni senza alcun approccio critico, sia sanitario che sociale, riducendo il problema ad una questione di aggiudicazione delle frequenze da parte delle compagnie, con introiti per i governi molto rilevanti….il numero di esposti è tale (miliardi di persone) da rappresentare un enorme problema di salute pubblica: molte migliaia, se non milioni, potrebbero essere le persone suscettibili a danni biologici da radiofrequenze.

L’introduzione senza cautela del 5G, nonostante gli allarmi, sembra non aver insegnato nulla ai governi rispetto alle lezioni del passato: amianto, fumo di tabacco, benzene, formaldeide, ed altri, la cui cancerogenicità è risultata evidente in studi sperimentali decenni prima che le agenzie regolatorie prendessero provvedimenti restrittivi, fino al bando. I governi dovrebbero prendere tempo prima di avviare la diffusione delle onde millimetriche del 5G, in attesa di valutazioni accurate sulla pericolosità di questa tecnologia sicuramente innovativa e dalle applicazioni straordinarie, ma sospetta di comportare problemi per la salute.

Così come l’industria chimica produce corposi dossier di valutazione del rischio delle nuove sostanze immesse sul mercato, altrettanto bisognerebbe fare per le radiofrequenze. D’altra parte anche l’industria automobilistica oggi è soggetta a valutazioni sulla sicurezza delle emissioni, perché no la telefonia mobile? L’Istituto ha ancora in essere l’apparato espositivo utilizzato per studiare le frequenze del 3G, facilmente adattabili al 5G, e si rende disponibile a condividere la propria struttura con le parti interessate, cittadini, istituzioni e industria. L’Istituto Superiore di Sanità potrebbe essere il partner ideale per uno studio così complesso, e auspichiamo che non venga ignorato questo appello. Si tratta a questo punto solo di volontà politica, agire per garantire la salute pubblica sarebbe solo un fatto di democrazia.”

Lo scopo della Conferenza è quindi quello di informare, senza una visione catastrofista e di demonizzazione della tecnologia, ma basata su dati scientifici, e soprattutto dare alle persone che parteciperanno strumenti
volti a tutelare la propria salute.

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here