
di EMANUELE GRIVETTO
Egregio Direttore, le scrivo per solidarietà. Da qualche anno monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, è fatto oggetto di critiche che trovo francamente ingenerose, e desidero dire pubblicamente da che parte sto: io sto con Derio. Sto con lui dal 6 gennaio 2020, quando nella Messa dell’Epifania, ribattezzata “Messa dei Popoli”, invitò l’assemblea a recitare il Credo in silenzio, perché in Cattedrale erano presenti anche non credenti: «ognuno lo dice in silenzio». Un gesto di squisita delicatezza. Per venti secoli abbiamo professato ad alta voce che Dio è Padre onnipotente e che il Figlio è della stessa sostanza del Padre, senza mai domandarci quanto tutto ciò potesse risultare imbarazzante per gli ospiti. Finalmente un pastore che ha compreso come la fede si annunci meglio tacendola.
Sto con lui anche per l’ottobre 2018, quando la celebrazione ecumenica della Parola presieduta in Cattedrale insieme al pastore valdese fu presentata ai fedeli come valida per il soddisfacimento del precetto festivo. Chi è andato a rileggersi i canoni sul rito cattolico non ha inteso lo spirito del tempo: se l’essenziale è ritrovarsi, la questione di che cosa esattamente accada sull’altare diventa un dettaglio per specialisti. E sto con lui, soprattutto, quando ha replicato ai critici che «sono due visioni di Chiesa assai diverse: c’è chi vede il vescovo come autorità piramidale, ma non è l’idea del Vangelo. Parole sacrosante. Che poi, per liberarci dalla piramide, sia bastato che un solo uomo decidesse da solo, dalla cattedra, che l’intera assemblea tacesse, ecco, questo è un particolare su cui converrà che sarebbe di pessimo gusto insistere.
Confesso un unico timore, e lo affido a lei. A forza di togliere ciò che divide – il Credo perché esclude, il precetto perché pesa, la dottrina perché irrigidisce – c’è il rischio che qualcuno, uscendo dalla Cattedrale, si domandi che cosa precisamente sia rimasto dentro. E che non trovi risposta. Ma sarebbe un pensiero cattivo, e me ne pento già. Io sto con Derio: siamo rimasti in pochi a ritenere che un vescovo debba pur insegnare qualcosa. Lui ci ha liberati anche da questo.

















io non sto con Derio Vescovo. Lui è un pastore della chiesa cattolica (universale) il compito del pastore è l Annuncio e la guida del suo gregge. Se non annuncia il ns Credo a cosa serve. Vada a fare il monaco che pregano e servono Dio nel nascondimento. Un vescovo che tace (spero non si vergogni) sui fondamentali a cosa serve?