
PINEROLO – L’incubo di Roberto Gay: il presidente dell’Hockey Club Valpellice rischia l’occhio sinistro. Atteso l’intervento all’Oftalmico.
Restano estremamente critiche le condizioni di Roberto Gay, il 62enne presidente dell’Hockey Club Valpellice Bulldogs ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Oftalmico di Torino.
Dopo la brutale aggressione a morsi subita da un amico del figlio, nella mattinata di domenica 2 agosto nella sua abitazione, la priorità dei medici è ora concentrata sul delicato quadro sanitario dell’uomo, che nei prossimi giorni sarà sottoposto a un complesso intervento chirurgico nel disperato tentativo di salvargli l’occhio sinistro, apparso gravissimamente compromesso.
Il quadro clinico: la corsa contro il tempo dei medici
L’impatto della violenza subita ha lasciato ferite profonde: Gay ha riportato lacerazioni al volto, lesioni complicate all’altro occhio e danni strutturali al naso e a un orecchio. Particolarmente drammatica la situazione del bulbo oculare sinistro, risultato gravemente lesionato dai traumi fin dai primi soccorsi prestati dal 118.
L’assenza del presidente dalla guida della società sportiva (che disputa il campionato nazionale di hockey nella seconda categoria) si preannuncia lunga diversi mesi. Per questo motivo, il direttivo dell’Hockey Valpellice si è già riunito d’urgenza per coordinare la gestione societaria durante questo periodo di forzata degenza.
La ricostruzione dell’aggressione e la posizione del 24enne
L’aggressione è avvenuta all’interno della casa di famiglia, a poca distanza dal centro di Pinerolo. Il 24enne aggressore — un amico del figlio, è un giovane laureato con un master all’estero e senza alcun precedente: si era presentato all’alba cercando l’amico. Non trovandolo, era stato fatto accomodare dalla moglie di Gay prima che la donna uscisse per alcune commissioni.
Al suo rientro, mezz’ora più tardi, la tragica scoperta: avvertite le urla già dal pianerottolo, la donna ha aperto la porta trovando il marito a terra in una pozza di sangue, con il giovane a cavalcioni su di lui intento ad aggredirlo a morsi, schiaffi e pugni al volto.
Le indagini e la custodia in carcere
L’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Pinerolo, allertati dalla donna insieme al 118, ha impedito conseguenze ancora più tragiche. Ben cinque militari hanno faticato a immobilizzare il ragazzo, poi sedato e scortato prima all’ospedale di Pinerolo e successivamente nel reparto psichiatrico del carcere di Torino.
Il giovane, incensurato e seguito di recente da uno psichiatra privato (non risultava in carico ai servizi dell’Asl To3), deve rispondere dell’accusa di lesioni personali gravissime nell’inchiesta coordinata dalla pm Chiara Maina. Durante il fermo si sarebbe giustificato affermando di non sapere cosa fosse successo, di aver pensato che la vittima fosse un’altra persona e di essere stato vittima di un’allucinazione.



















