CUMIANA, MAXI TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI E DISCARICA ABUSIVA: 8 INDAGATI

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppMessengerEmailLinkedIn

CUMIANA – Maxi-traffico illecito di rifiuti a Cumiana: conclusi gli accertamenti della DDA.
Si è conclusa una complessa e articolata attività investigativa condotta a Cumiana. I carabinieri del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) di Torino, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) del capoluogo piemontese, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di otto persone fisiche (alcune delle quali già gravate da recidiva reiterata e specifica) e tre società.
I reati contestati, a vario titolo e in concorso, sono pesanti:
– Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti
– Gestione non autorizzata di rifiuti a matrice bituminosa con conseguente realizzazione di discarica abusiva
– Falsità ideologica in atti

Il “sistema” di famiglia e il meccanismo del traffico
L’inchiesta – sviluppata attraverso il sequestro e l’analisi di una mole impressionante di documenti e lo studio accurato dei flussi finanziari – ha fatto emergere l’ipotesi di un sistema integrato e ben collaudato. Al centro della rete c’erano tre diverse aziende: una autorizzata al trattamento dei rifiuti e due attive nel settore dei trasporti, tutte riconducibili a soggetti legati da stretti vincoli familiari.
Secondo l’impianto accusatorio, tra novembre 2022 e giugno 2023, l’organizzazione avrebbe gestito illecitamente nel territorio comunale di Cumiana enormi volumi di fresato bituminoso derivante dalla manutenzione dei manti stradali e autostradali.

I numeri dell’illecito e il falso “riciclo”
Il quadro investigativo cristallizzato nell’avviso di chiusura indagini delinea un meccanismo preciso.
Il carico ricevuto: L’impianto di recupero ha incamerato dai produttori (che pagavano regolarmente per il corretto smaltimento) un totale di 9.594,45 tonnellate di rifiuti bituminosi, pari a un volume di circa 5.330 metri cubi.

La violazione delle regole
Violando sistematicamente le prescrizioni della propria Autorizzazione Unica Ambientale, l’azienda non ha mai sottoposto i materiali ad alcun trattamento idoneo a farne cessare la qualifica di “rifiuto”. Sono state inoltre del tutto omesse la suddivisione in lotti e le analisi chimico-fisiche previste dalla legge.

Il trucco contabile: Per occultare il traffico e intascare un ingiusto profitto, gli indagati hanno fatto figurare la fuoriuscita dall’impianto di oltre 2.071 tonnellate di materiale, classificandolo falsamente come “materia prima secondaria” (quindi non più come rifiuto).

Il trasporto fantasma e le discariche abusive sui campi
Per movimentare il fresato verso le destinazioni finali, l’organizzazione utilizzava in modo promiscuo i mezzi e il personale delle tre società coinvolte. I Documenti di Trasporto (DDT) venivano volutamente compilati in modo incompleto: uno stratagemma scientifico per impedire il tracciamento dei viaggi e nascondere la reale ubicazione dei depositi.

I rifiuti, mai trattati e potenzialmente inquinanti, venivano così trasportati e scaricati direttamente su terreni agricoli e aree non autorizzate nella disponibilità degli indagati.
Lì i materiali venivano livellati e messi definitivamente a dimora – talvolta persino occultati sotto strati di terra – creando a tutti gli effetti delle vere e proprie discariche abusive in totale assenza di qualsiasi concessione o autorizzazione.

FacebookTwitterWhatsAppMessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here