SINODO VALDESE A TORRE PELLICE: IL NUOVO MODERATORE È WILLIAM JOURDAN

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di IVO BLANDINO

TORRE PELLICE – Si è chiuso mercoledì 26 agosto a Torre Pellice luogo storico della chiesa Valdese, il Sinodo Valdese Unione delle chiese Metodiste e Valdesi con l’elezione del nuovo moderatore e della Tavola valdese (organismo collegiale), composta dal pastore valdese, William Jourdan (moderatore), Daniele Palermo (vice moderatore), Ulf Hermann Koller, Andrea Sbaffi, Davide Rostan, Laura Baldassini, Davide Ollearo. Alla guida dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI), riconfermato alla presidenza il pastore Luca Anziani. Per il Consiglio della Facoltà valdese di Teologia, riconfermati Lothar Vogel come decano ed Eric Noffke come vice-decano. Al vertice della Diaconia valdese, riconfermato presidente Daniele Massa.

Il sinodo era iniziato sabato pomeriggio 22 agosto con un solenne culto nel Tempio Valdese di Torre Pellice, alla presenza dei 180 delegati delle chiese valdesi e metodiste in Italia e Svizzera e molto ospiti da tutto il mondo, nel corso del lavori del sinodo, si sono affrontati diversi temi sia ecclesiastici che la vita delle chiese, dell’8×1000, della situazione internazionale, la pace, le guerre che ci sono mondo. Il Snodo si è poii concluso nel pomeriggio di mercoledì 26 agosto, con un culto liturgico nel tempio Valdese di Torre Pellice.

Tra i vari messaggi ell’ecumene religiosa internazionale pervenuti, il giorno dell’apertura del Sinodo, i saluti del papa, che il cardinale Pietro Parolin ha fatto giungere tramite mons. Derio Olivero, fanno specifico riferimento alla riflessione in corso sul tema dell’intelligenza artificiale. Papa Leone “ha rivolto ai partecipanti il suo beneaugurante saluto, assicurando fraterna vicinanza e il ricordo nella preghiera”. Di fronte alla rivoluzione digitale, che sembra “suggerire il superamento dell’umano”, il papa inoltre ha esortato a considerare che i cristiani sono chiamati a testimoniare insieme la libertà degli esseri umani creati a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1,26-27). Si tratta di “far crescere la tecnica senza far regredire il cuore” (enc. Magnifica humanitas, 126).

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