PINEROLO PIANGE LA MORTE DEL PROF ENRICO COMBA, GRANDE ANTROPOLOGO

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di CATERINA AGUS

PINEROLO – Il 17 aprile è mancato il professor Enrico Comba, antropologo e storico delle religioni, docente presso l’Ateneo torinese del Dipartimento Culture, Politiche e Società e direttore del Museo di Arte Preistorica di Pinerolo, sua città di nascita.

Aveva 63 anni ed era ricoverato da più di un mese in rianimazione presso l’ospedale di Saluzzo per aver contratto il Coronavirus. Grande studioso di Lévi-Strauss e di religioni e società native americane, direttore scientifico della Missione Etnologica in Ecuador in collaborazione col CESMAP (Centro Studi e Museo di Arte Rupestre di Pinerolo) per l’analisi e l’inventariazione del patrimonio di arte rupestre, si era a lungo occupato, tra i tanti ambiti, anche di studi su miti e riti del mondo nordico finnico-siberiano.

È stato presente in Valle di Susa, a Bardonecchia, nello scorso mese di dicembre, in occasione del convegno internazionale tenutosi presso il Palazzo delle Feste, “La natura animata: cerimonie, feste, tradizioni attraverso tempi e culture” di cui è stato organizzatore con Vesa Matteo Piludu dell’Università di Helsinki in Finlandia.

La sua scomparsa, lascia un grande vuoto nel mondo accademico e culturale, ma soprattutto, ed è ciò che fa più male, nel cuore dei tanti amici che l’ hanno conosciuto come persona rigorosa, disponibile, generosa e di grande umanità.

A questi amici mi unisco anch’io, caro Enrico, e ti ringrazio per avermi fatto scoprire il mondo dell’antropologia, accompagnando anche me per un pezzetto di strada all’incontro con gli orsi, i lupi, i selvaggi del mondo primigenio, insegnandomi a riconoscere le tante costellazioni che illuminano la nostra notte.

Desidero ricordarti sorridente alla cena, che allora non sapevamo essere l’ultima, a febbraio, mentre entusiasti imbastivamo nuovi viaggi e nuovi progetti, verso Nord, verso l’aurora boreale.

Mi piace pensare che sia venuto a prenderti l’Uccello del Tuono e che ti abbia portato oltre le Pianure nordamericane e sopra i Grandi Laghi, e che tu ora sia lì, ospite d’onore dell’aquilotto alato. Forse non vedremo insieme l’aurora boreale, ma ci rivedremo comunque, ne sono sicura.

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