CORONAVIRUS, MULTATI 18 CICLISTI NEL PINEROLESE

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VIGONE – Nella giornata di ieri, mercoledì 11 marzo, la polizia locale di Vigone ha denunciato 18 ciclisti amatoriali che percorrevano singolarmente la pista ciclabile delle “Risorgive” per violazione del decreto Conte dello scorso 9 marzo contro il coronavirus, contestando loro la violazione all’articolo 650 del codice penale.

Secondo gli agenti la violazione è essere usciti dal territorio del proprio comune di residenza senza giustificazione. I denunciati rischiano una multa di 206 euro o, in alternativa, l’arresto per tre mesi (naturalmente trattandosi di un periodo così basso nessuno andrebbe in carcere in quanto sono previste pene alternative ma il condannato avrebbe comunque la fedina penale ‘sporcata’).

La norma del decreto recita testualmente: “Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolti all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro”. Non si parla, in sostanza, di restare del proprio comune di residenza.

C’è però, dall’altra parte, la norma più generale che vieta spostamenti se non per comprovate ragioni di salute, lavoro o necessità impellenti. Forse sarebbe necessario precisare meglio quello che è consentito e quello che non è consentito fare.

I processi penali che inevitabilmente seguiranno (a meno che tutto finisca in prescrizione) stabiliranno se hanno ragione i 18 ciclisti o la polizia locale. Resterà anche da vedere se il caso di Vigone resterà unico e che cosa faranno le altre polizie locali del territorio.

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