LETTERA CONTRO IL VESCOVO DI PINEROLO: “INSPIEGABILE L’OMAGGIO A GUCCINI”

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Derio Olivero

LETTERA DI ANGELA D’ALESSANDRO (Comitato Prolife Insieme)

PINEROLO – Egregio Direttore, mi consenta di esprimermi sull’evento organizzato nel giardino del Vescovado di Pinerolo dopo la morte di Francesco Guccini.

“NON C’E’ PIÙ RELIGIONE”
almeno così sentenzia il proverbio popolare. In effetti la religione oggi più che mai è ostaggio del sentimento e delle opinioni personali. Si pensa alla religione come ad un elaborato di quello che secondo un giudizio personale appare corretto. Trasformando il credo in un mero pensiero soggettivo. Non è però esattamente questo che predicava Gesù, il quale sosteneva di essere via, verità e vita.

LA VERITÀ non può essere semplificata e ridotta ad una idea umana. Manipolata e adattata ai gusti della gente. Nel 1985 in un discorso al Pontificio Consiglio per la famiglia, il cardinale Carlo Caffara disse: “La ragione d’essere della Chiesa è una sola, ossia guidare l’uomo alla comunione eterna con Dio”. A ragione quindi c’è bisogno di un Magistero che non sia ostaggio di ciò che pensa la maggioranza il cui pensiero è in perenne divenire.
Un magistero ben saldo alla verità eterna che la chiesa custodisce e, semmai, interpreta. Una verità che la chiesa trasmette ai suoi figli, i battezzati.

OGGI PURTROPPO il ruolo “docente” della chiesa è spesso sotto attacco da forze esterne ma anche interne alla chiesa stessa. Il dogma religioso, la verità fondamentale rivelata da Dio, non è più riconosciuta come certa ed indiscutibile. Si cerca di adattarla a quello che “il popolo” si aspetta. Ma questo non è possibile primo, perché tra il popolo ci sono persone che ancora credono nel magistero e nei dogmi. Secondo, perché molto spesso quello che pensa una certa maggioranza è in contrasto con gli insegnamenti della rivelazione divina e della parola di Dio stessa. Ecco che allora si aprono le porte a situazioni che cozzano con il catechismo. Con la scusa della Misericordia, termine abusato, si finisce con il calpestare i fondamentali della dottrina. Si benedicono le unioni omosessuali, si parla della Legge 194 del 1978 che norma l’interruzione volontaria di gravidanza come intoccabile.

IL CARDINALE MATTEO ZUPPI ha dichiarato, in una intervista del 2023, che la 194 è stata “una legge dolorosa” ma “ha una traduzione laica importante che non va messa in discussione”. Ha precisato poi di non difendere la norma ma non è sua intenzione riaprire lo scontro ideologico. Questo però non è possibile perché va contro il pensiero di Gesù il quale, pur conservando la Sua natura di amore misericordioso, mai è sceso a patti con il peccato:

“SONO VENUTO A PORTARE LA SPADA” (Matteo 10,34)
È chiaro il concetto, Gesù con queste parole afferma di non essere venuto a portare la pace, ma una spada e con questo intendeva la radicalità della scelta evangelica che può portare divisione anche nelle famiglie. Quello che manca adesso è il rispetto della spiritualità, anzi manca proprio la spiritualità intesa come ricerca interiore di un senso profondo della vita. Di una connessione con Qualcuno che ci supera. Per la religione cattolica questo si realizza attraverso regole di comportamento, dogmi di fede, feste condivise. Dogmi di fede ai quali è necessario restare ancorati per non perdersi.

COME POSSA QUINDI il vescovo di Pinerolo invitare i fedeli, sul prato del vescovado ad ascoltare le canzoni di Guccini, è inspiegabile. Un cantautore Francesco Guccini, è vero, che ha sempre composto le sue canzoni tenendo alta la guardia sugli oppressi. Facendo dei diritti civili il suo cavallo di battaglia. Giustificando l’aborto in quanto “scelta dolorosa e complessa di una donna”. Una poetica la sua da sempre legata alla libertà di coscienza, ai diritti e alla critica sociale. Però non sempre questi diritti sono allineati con la parola di Dio, con il Vangelo e ciò si evince guardando la società attuale. Al suo pensiero, alle sue scelte spesso autoreferenziali se si pensa al diritto di mettere fine alla vita nascente.

LA CHIESA DEVE PORTARE GESÙ
Lasciando perdere le opinioni, la paura di perdere fedeli. Le opinioni non possono diventare dogmi perché il rischio che il vero dogma venga trattato come una semplice opinione è dietro l’angolo. E la possibilità di non salvarci l’anima è più che mai concreta. Perché come ho detto sopra, il compito della chiesa è quello di condurre le anime al Padre.

Francesco Guccini
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7 COMMENTI

  1. Francesco Guccini e don Oreste Benzi. Due romagnoli uno i diritti li ha cantati solo senza sporcarsi le mani, l altro con la sua talare logora si è sporcato le mani e ha consumato scarpe per difendere e aiutare gli ultimi. Io ho fatto la mia scelta e sto con don Benzi, Mons. Olivero ha fato la sua assieme al Card, Zuppi. POchi giorni prima è mancato don Mazzi, io ho scelto da che parte stare. La chiesa è i nelle mani forti e sicure di Cristo il male non prevarra’. Certo che alcuni pastori penso siano stati scelti piu per sorteggio piuttosto che che affidarsi all azione dello Spiriti Santo

  2. a parte il fatto che con il suo nome dovrebbe onorare i precetti veri della Chiesa, oggi il vangelo ci dice che i servi che entrano già all’ apertura del campo e quelli che entrano e lavoreranno solo un’ora il
    Padrone li retribuira nello stesso modo.
    Molto probabilmente lei confonde la politica
    con il credo , Guccini era un intellettuale di sinistra e per questa ragione non ha cavalcato la ricchezza ma divulgato il suo credo per l’ equità di ogni uomo, non è forse questo che Nostro Signore ci ha insegnato?
    È più facile che un cammello entri nella cruna dell’ ago che un ricco entri nel regno dei cieli anche questa la dottrina , non ereggiamoci giudici perché il verdetto finale non sarà quantificativo, il brigante vicino a Gesù pochi attimi prima di morire si è guadagnato il Paradiso , onestamente non pensavo che Francesco volesse un funerale religioso ma Francesco Santo e Papa volevano una Chiesa umile , aperta e povera.

  3. Mia nonna che era del 1892, rimpiangeva la messa in latino e il catechismo tridentino. Era, però,2 ignorante come una capra”.
    Nonostante questo, io la definisco il mio “basamento”, perché i suoi insegnamenti legati alla cultura popolare e a quello che era il suo “mondo arcaico”, mi ha trasmesso un modo sia di pensare che di apprendere, che ancora mi “guida”
    Ora, lei mi raccontava sempre storie (quelle che lei definiva i f”attarielli”): mi raccontava storie di santi, mi raccontava storie di demoni, mi raccontava proverbi,, modi di dire…di tutto e di più.
    Tra tutti questi, ce n’era uno che mi è sempre “stato a cuore”, tra i tanti. Che recitava, se mi si perdona, una certa scuridità: “A nù pass’dò culo mio fotte chivò,” (Tradotto “liberamente”: basta che non coinvolgi, tocchi, me, quello che fai sono fatti tuoi e non mi interessa.)
    Ora, personalmente, io non pretendo che la Chiesa sia adatti al mondo contemporaneo (e, su questo sono pienamente concorde con la persona che ha scritto la lettera/articolo). Quind, personalmente,i ritengo giusto che la signora difenda quelle che sono le linee guida della Chiesa, e, che la Chiesa deve far rispettare ai suoi fedeli.
    Qui, però, appunto, direbbe qualcuno: “Casca l’asino!”.
    Perché se tutto questo si riferisse ai fedeli, cioè a quelli che si riconoscono nella Chiesa, e che rispettano la guida della Chiesa, non avrei nulla da ridire.
    Infatti loro, appunto, vivono come preferiscono, fanno quello che preferiscono, e va tutto bene.
    Il problema, o, la questione, va in “frizione”, quando queste persone (come per secoli e millenni ha fatto spesso e volentieri la Chiesa), vogliono” imporre” quelle che sono le loro “visioni” anche a chi non la condivide.
    Con la “scusa” (da un punto di vista laico); con la “missione” (per chi è credente), di “salvare” le anime.
    Quindi, se la Chiesa resta quella che è: con il suo magistero, portare le anime al Signore, va tutto bene.
    Chi ne fa parte e vuole condividere lo condivida pure.
    Non deve, giustamente, “piegarsi alle convenzioni”, o, “adattarsi” alle realtà contingenti del quotidiano.
    Purché, appunto, non pretenda che questo valga anche per chi queste” convinzioni” non le ha, e, non le vuole abbracciare.
    Quindi, ben venga la famosa separazione, più che tra Stato e Chiesa, tra Chiesa e altre fedi o laicità.
    Fin quando si rispetterà questo confine, tutto va bene.
    Se si pretende però, appunto, di eliminare la 194, se si pretende di eliminare l’omosessualità, etc., se si pretende di eliminare tutto quello che secondo i” ferventi credenti” non è “accettabile” (per loro)… Beh, allora ,qui non siamo più d’accordo.

  4. Posizione da integralista islamo/lefevbriana!..
    Non merita alcuna risposta!
    Se non capisce, pazienza! Lasciamola nella sua beata intransigenza!

  5. Questo schierarsi dei cattolici praticanti con uno o l’ altro dei sacerdoti, cardinali, ecc. è triste a sentirsi ….non giudicare e riflettere su quello che c’è di buono e onesto sia da l’ una che dall’ altra parte senza farsi scudo del vangelo penso che sarebbe un segno di pace fraterno

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