MOSTRE AL MUSEO ETNOGRAFICO DI PINEROLO

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Riceviamo dal MUSEP PINEROLO

PINEROLO – A partire da sabato 7 dicembre il MUSEP (Museo Civico Etnografico del Pinerolese) e il Centro Arti e Tradizioni Popolari del Pinerolese con sede in Palazzo Vittone a Pinerolo presenteranno al pubblico una plurimostra: omaggio al Natale attraverso i presepi nella tradizione popolare, i “Santons de Provence” ossia una colorata incursione nella particolarità del mondo delle bambole e dei preziosi costumi dal mondo e una multivisione su un “Natale d’Arte”.

Un allestimento davvero ideale per immergersi nell’atmosfera delle feste natalizie, che vivono anche dei ricordi dell’infanzia degli adulti e delle sorprese e del fascino del presepe, dei personaggi, delle statuine raffiguranti i mestieri e il viaggio attorno al mondo attraverso bambole e costumi.

Per i presepi sono in mostra natività provenienti dalla collezione di Danilo Giuliano. Statuine di
Maria e di Giuseppe, del Bambino, del bue e dell’asinello e i personaggi rappresentanti i mestieri, in cartapesta, gesso e terracotta per spaziare nel tempo e fino ad arrivare agli anni ’50 del Novecento. Costituiscono una presentazione unica per il territorio l’esposizione dei Santons, con l’allestimento e ricerca storica di Paola Di Biccari; “anime d’argilla” provenienti da una collezione privata.

I Santons sono statue d’argilla è la loro origine risale alla fine del Settecento, quando durante la rivoluzione vennero chiusi in Francia i luoghi pubblici di culto. Ecco quindi l’idea geniale del
marsigliese Jean Louis Lagnel (1764 – 1822) di creare delle piccole statue, i Santons, per poter creare nell’intimità domestica il proprio presepe. Rapidamente l’idea venne ripresa in tutta la Provenza e in particolare a Aubagne, per la presenza di un argilla facilmente lavorabile, dove ancora oggi molti atelier producono santons che rappresentano i mestieri tipici della zona: pescatori, pastori, fornai, filatrici, ma anche venditrici di fiori, frutta, lumache e pesci.

In realtà, sembra che sia un altro il motivo che ha spinto gli artigiani francesi a produrre i santons: cercare di arginare la diffusione dei “santi belli”, statuine provenienti dall’Italia. Tentativo riuscito: il successo dei santons crebbe con il passare degli anni, anche grazie alle citazioni del poeta Mistral e agli acquerelli del pittore Dellepiane.

Nella mostra del Musep compaiono i nomi di alcuni dei più famosi “santonniers” della metà del
Novecento: Carbonel, Jouglas, Chave, Peirano, Scaturro e Di Landro; molti di loro hanno ricevuto il titolo di migliore ouvrier de France. Con stili e tecniche diverse (argilla grezza o dipinta, oppure statuine completamente vestite con stoffe provenzali) i santonniers hanno saputo tramandare di padre in figlio la tradizione popolare, insegnare alle nuove generazioni la loro arte e trasmettere lo spirito della Provenza nelle loro creazioni.

Sempre in questa esposizione viene presentata ai visitatori una parte della collezione di bambole da tutto il mondo nei costumi tipici e tradizionali, ma anche folkloristici di Osvalda Dalmasso. L’iniziativa è stata resa possibile con il contributo della figlia Rosanna che l’ha seguita per tutta la vita, alla ricerca di queste bambole e ricordi da tantissime nazioni.

Si tratta di una novità che potenzia il percorso che il museo ha dedicato alla collezione di costumi popolari delle valli del torinese e alle preziose bambole di Gaby Parodi Hauser nei costumi delle comunità dell’arco alpino da lei realizzate. Realizzata da Remo Caffaro, negli spazi museali, verrà proiettata la multivisione “un Natale d’Arte”. La bellezza ed unicità dell’arte espressa sulla Natività attraverso i secoli.

“Già lo scorso anno abbiamo voluto offrire al pubblico e ai visitatori del Museo un focus storico culturale sul presepe, aspetto popolare, sociale e tradizionale e l’iniziativa è piaciuta moltissimo. L’esposizione è stata per molti anche l’opportunità per scoprire le diverse e ricche collezioni del Musep. Da qui l’impegno a dare prosecuzione all’offerta estenendola a più indirizzi e anche curiosità. – spiegano la Presidente Alessandra Maritano e il Direttore Ezio Giaj – Per questo va riconosciuta la disponibilità e collaborazione dei collezionisti, del Direttivo, degli esperti e di tutti coloro che fattivamente operano per e con il Centro Arti e Tradizioni Popolari del Pinerolese, d’intesa con l’Amministrazione della Città di Pinerolo”.

L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Pinerolo, Turismo Torino e Provincia e altri organismi. La mostra verrà inaugurata sabato 7 dicembre alle ore 17.30 e sarà visitabile fino a domenica 12 gennaio del 2020 il sabato dalle 16 alle 18 e domenica dalle 10.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18, giorni feriali invece dalle 16 fino alle 19.

Per maggiori informazioni contattare i numeri telefonici 0121-374505 (mattino) e
335-5922571. L’ingresso all’inaugurazione è gratuito e su invito, a seguire ingresso con tessera MUPI a 5 euro valida un anno e con la possibilità di visitare i nove musei del Sistema Musei Pinerolo. Gratuito per gli Under 18, possessori Abbonamento MUSEI, disabili e altre categorie di soggetti. Per altre informazioni visitare i siti www.comune.pinerolo.to.it, www.musep.it e www.turismotorino.org.

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